Vietato invertire la marcia

Un giovane redattore nigeriano di Touki Bouki recensisce il documentario di un giovane regista nigeriano che racconta il viaggio dei giovani nigeriani che tentano di attraversare il Mediterraneo per arrivare in Europa.

Lagos-Tangeri solo andata (più bello il titolo originale, No U-Turn, che in inglese significa “vietato invertire la marcia”) è un documentario del regista nigeriano Ike Nnaebue, disponibile gratuitamente, in lingua originale e sottotitolato in italiano, sul sito di Arte Tv fino all’8 febbraio 2023 a questo link: https://www.arte.tv/it/videos/096311-000-A/generation-africa/

Il documentario ripercorre e porta a compimento il viaggio che il regista aveva iniziato all’età di 18 anni insieme a tre amici per raggiungere la Spagna, attraverso il Benin, il Burkina Faso, il Mali, la Mauritania e il Marocco. Una vera e propria avventura a cui lui stesso ripensa in termini di rito di passaggio all’età adulta, che però si era interrotta in Mali quando, arrivato a Bamako, uno sconosciuto li avverte dei pericoli che li attendevano in Europa. Un’inversione di marcia che cambierà il suo futuro.

A distanza di vent’anni, divenuto un regista affermato di “Nollywood”, la prolifica industria cinematografica nigeriana, Nnaebue decide di ripercorre lo stesso tragitto di allora, cercando di rispecchiarsi nei giovani dell’Africa occidentale che oggi hanno scelto di migrare e di scoprire cosa li motiva a esporsi ai rischi di un viaggio dall’esito così incerto. La lingua che usa è il francese, tranne quando incontra persone anglofone con cui parla inglese o pidgin english.

L’Ike adulto ripercorre i tratti di strada compiuti dall’Ike ragazzo e li commenta attraverso gli sguardi e le parole dei giovani che oggi intraprendono lo stesso viaggio. Viaggio che per lui si concluse in Mali, dove prese la decisione di fermarsi in Gambia prima di tornare in Nigeria. Anni dopo quel viaggio di iniziazione, Ike decide di ripercorrere le tappe iniziali e di arrivare fino alla frontiera dell’Europa, in Marocco. Durante il tragitto, il regista incontra e intervista diversi tipi di persone che anche quando non hanno intenzione di andare in Europa, vogliono realizzare il proprio sogno in un paese diverso dal proprio.

È un documentario interessante perché racconta un itinerario di cui molte persone non hanno mai sentito parlare, perché tutti noi siamo abituati a sentire le storie di migrazioni di persone che transitano dalla Libia per raggiungere l’Italia, invece la strada percorsa da Ike porta in Spagna, una rotta di cui si parla molto meno, almeno qui da noi.

Un documentario utile da vedere perché fa capire molti aspetti della migrazione di cui raramente siamo a conoscenza. La rotta percorsa da Ike, contrariamente a quella del Niger e della Libia, mi è sembrata più sicura e legale.

Il regista Ike Nnaebue

Sono nato a Ibadan vent'anni fa. Vivo in Italia dal 2016. Attualmente sto finendo di studiare per diventare operatore socio sanitario e sono volontario della Scuola Frisoun di Nonantola.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo successivo

Superflui, cacciati e inutili

Articolo precedente

Alla pari

più Biblioteca di lavoro

Doppi nocivi

Kibandi e il porcospino sono indissolubilmente legati da quando, molti anni prima, il ragazzo si è…