Touki Bouki è l’almanacco di Giunchiglia-11. Uno zibaldone di storie, aneddoti, segnalazioni utili (e inutili), interviste, fotografie, mappe, disegni, testimonianze raccolti da studenti, insegnanti e amici della Scuola Frisoun di Nonantola.

Il titolo, Touki Bouki, che in wolof significa “il viaggio della iena”, fa riferimento a una figura della tradizione orale senegalese, una sorta di “trikster”, imbroglione, divino idiota, simile all’Ananse ghanese e al Giufà siciliano. Ma è anche un omaggio all’omonimo film Djibril Diop Mambéty che racconta con un vitalismo contagioso la storia di Mory e Anta, due adolescenti di Dakar impegnati a racimolare i soldi per il biglietto del transatlantico con cui sperano di emigrare a Parigi. Una dichiarazione di estraneità alla retorica che descrive l’immigrazione contemporanea.

Il sottotitolo, “Strani, stranieri, stranezze a Nonantola”, sottolinea l’intenzione di esplorare il concetto di “straniero” nella sua accezione di “stranezza” e non come sinonimo di “oppresso”. 

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Touki Bouki n.4 e 5 – anno I – agosto e settembre 2022

Viaggiare (1). A chi gli ricordava che i cittadini di Sinope l’avevano condannato all’esilio pare che una volta Diogene abbia risposto: “E io condanno loro a restare a casa!”

Touki Bouki n.2 e 3 – anno I – giugno e luglio 2022

Le voci non vengono più dal mondo, ma sono voci del mondo che stanno già qui. La categoria che si sta esaurendo, credo, è quella dell’esotico che spesso sta sotto il discorso della world music. A meno che non accettiamo che il mondo ce l’abbiamo a casa. (A. Portelli)

Touki Bouki n.1 – anno I – maggio 2022

“P”come prigioni (2): carcere, galera, riformatorio, casa circondariale, gattabuia, colonia penale… Chissà perché ci sono così tante parole per esprimere lo stesso concetto. Forse perché parte della nostra comune condizione?

Touki Bouki n.0 – anno I – aprile 2022

“P”come prigioni (1): patrie e internazionali, violente e burocratiche, imposte e autoinflitte, reali e metaforiche… ognuno ha la sua.