Il nostro augurio per questo Natale: che nel cul de sac in cui ci sembra di essere finiti siamo capaci di iniziare qualcosa di nuovo e soprattutto di fare strada, di lasciar spazio, al nuovo che arriverà.
Con il pretesto di analizzare e discutere l’esperienza di Alexander Sutherland Neill e di Summerhill, la comunità educativa anarchica che Neill fondò in Inghilterra, Goodman condensa in realtà gran parte dei suoi principi pedagogici (o anti-pedagogici, come si avrà modo di vedere).
A Paul Goodman, psicologo, sociologo, scrittore, filosofo, anarchico, renitente alla leva, “utopista pratico”, punto di riferimento, seppur controverso, della controcultura giovanile americana degli anni ‘60, è dedicato il numero speciale del 2026 del nostro almanacco. Giacomo Borella, architetto di Milano, ne tratteggia
Dopo Illich, Pinocchio e la Tunisia, quest’anno il numero speciale di Touki Bouki è dedicato a Paul Goodman alle sue idee sulla scuola, sull’infanzia e su come i bambini imparano.
Una personalità carismatica, una conoscenza vastissima, un’idea della cultura come strumento per il cambiamento: una delle più importanti studiose di Medio Oriente nei ricordi appassionati di una sua allieva.
La traduzione, inedita in italiano, di una video-intervista al grande regista senegalese (a cui dobbiamo il titolo del nostro almanacco) realizzata da alcuni giovani studenti di cinematografia, probabilmente nel 1997, un anno prima della sua morte.
Dove si sostiene fra l'altro che di fronte all'attuale scenario da "fine del mondo" è necessario sforzarsi di “cambiare sguardo sulle realtà sociali di cui ci occupiamo, considerandole meno occasione di analisi o di intervento e più come situazioni umane da cui
Madre ucraina, padre bielorusso, lingua russa. E un modo originalissimo di costruire i propri libri: incontrando e intervistando centinaia di persone comuni artigliate dai grandi avvenimenti che hanno interessato i territori dell’ex Unione sovietica: la Seconda guerra mondiale, la guerra in Afghanistan,