Con il pretesto di analizzare e discutere l’esperienza di Alexander Sutherland Neill e di Summerhill, la comunità educativa anarchica che Neill fondò in Inghilterra, Goodman condensa in realtà gran parte dei suoi principi pedagogici (o anti-pedagogici, come si avrà modo di vedere).
A Paul Goodman, psicologo, sociologo, scrittore, filosofo, anarchico, renitente alla leva, “utopista pratico”, punto di riferimento, seppur controverso, della controcultura giovanile americana degli anni ‘60, è dedicato il numero speciale del 2026 del nostro almanacco. Giacomo Borella, architetto di Milano, ne tratteggia un semplice, appassionato ritratto.
Dopo Illich, Pinocchio e la Tunisia, quest’anno il numero speciale di Touki Bouki è dedicato a Paul Goodman alle sue idee sulla scuola, sull’infanzia e su come i bambini imparano.
Lo sforzo di descrivere il proprio lavoro in termini qualitativi è fondamentale che sia supportato anche da numeri e dati. Di seguito alcuni numeri dello scorso anno scolastico.